ORIENTATI, MA NON STEREOTIPATI

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In una società in cui le professioni legate all’intelligenza artificiale, al management e allo sport sono ancora considerate “maschili” ci è sembrato significativo far incontrare ai ragazzi di terza media due signore delle nuove tecnologie come Vittoria Gozzi, presidente di Wylab di Chiavari, ed Elena Parodi, formatrice di MadLab 2 di Genova. L’incontro si inserisce in una serie di iniziative organizzate dalle “ex Giustiniani” per avviare gli allievi ad una scelta consapevole del proprio percorso futuro; in tal senso la scorsa settimana gli stessi ragazzi hanno incontrato e dialogato con i quattro studenti dell’Istituto Liceti, ideatori del robottino Hydrocarbot, per pulire il mare dal petrolio, e recenti vincitori della medaglia d’argento a Dubai, in rappresentanza dell’Italia. “Siamo convinti che per scegliere bene sia necessario usare la testa e seguire le proprie inclinazioni e passioni – ha spiegato il Dirigente Scolastico Giacomo Daneri – Per questo abbiamo voluto far incontrare i nostri alunni prima con i loro “fratelli maggiori” del Liceti, per far capire quanto sia importante saper lavorare bene in team e imparare sempre dai propri errori; domani, poi, gli allievi incontreranno due donne che hanno saputo farsi strada in mondi, quello dell’imprenditoria legata allo sport e quello delle scienze applicate e della robotica, a fortissima predominanza maschile. Nei giorni della lotta alla violenza contro le donne, ci sembra un modo significativo per smontare radicati stereotipi sulle scelte lavorative di genere e trasmettere il messaggio che è possibile, per ragazze e ragazzi, seguire i propri sogni e raggiungere i più ambiziosi obiettivi”. L’esperienza di Wylab nasce dalla decennale esperienza di un gruppo di imprenditori nel settore della tecnologia al servizio dello sport, col fine di creare una nuova generazione di imprese e costituisce un unicum sul territorio, riconosciuto a livello nazionale. “Lavorariamo al confine tra quello che esiste e quello che non esiste ancora – ha detto Vittoria Gozzi. Diplomata al Liceo Classico, una laurea in Economia e commercio (“Perché non volevo avere a che fare coi numeri ma poi mi sono resa conto che ai numeri non si può sfuggire”), ha ricordato ai ragazzi come le tecnologie oggi ci permettano di fare cose che prima non erano nemmeno pensabili. Come la realtà virtuale applicata al mondo dello sport, con i visori usati per gli allenamenti di calcio o le pettorine che monitorano la performance atletica dei professionisti, le app che permettono di avere un’esperienza stadio più moderna, i database delle partite messi a disposizione delle società calcistiche di tutto il mondo per poter osservare e valutare il gioco di campioni e atleti esordienti. “Il lavoro che farete probabilmente non esiste ancora – ha concluso – per questo è importante scegliere un campo che vi appassioni e non fare scelte in base a previsioni che potrebbero venire smentite”. Madlab 2 di Genova è una start-up innovativa a vocazione sociale e organizza corsi di formazione sulla robotica educativa e la stampa 3D con le relative ricadute didattiche. “Ho frequentato il Liceo Classico, poi mi sono laureata in Conservazione dei Beni Culturali – ha raccontato Elena Parodi – Per la laurea specialistica ho scelto metodologie per la conservazione e il restauro dei beni culturali, per il dottorato scienze e tecnologie chimiche. Nel tempo libero ho lavorato per il Festival della Scienza”. Al Madlab 2.0 si occupa di divulgazione scientifica e di comunicazione, cura i profili social dell’azienda, scrive progetti per bandi e proposte per festival e manifestazione scientifiche-culturali. “Perché mi piace quello che faccio? – ha spiegato ai ragazzi – Perché sempre più spesso riesco a conciliare le mie due vite, quella legata all’arte e quella legata alla scienza, con una particolare attenzione all’aspetto sociale dei progetti” e fa l’esempio della stampa 3D applicata al museo di Palazzo Spinola, per far “vedere” alle persone non vedenti le opere d’arte. Ai ragazzi che le hanno chiesto che cosa è stato  importante nel suo percorso risponde sicura “La libertà di scegliere e di sbagliare che mi ha lasciatola mia famiglia, lo spazio che mi sono sempre lasciata per cambiare idea e la malleabilità che fa parte, fortunatamente, del mio carattere”. Tra le domande degli alunni: “E’ vero che i mestieri del futuro non esistono, ma voi del settore vedete qualche tendenza?” “Più che altro vediamo già qualche mancanza, quella degli sviluppatori di software, per esempio – ha risposto Vittoria Gozzi – Se siete smanettoni e avete passioni credo che avrete un futuro roseo, perché tutti i temi dell’analisi dei dati e dell’intelligenza artificiale sono alla ribalta. Gli adulti non sanno che cos’è Snapchat o Tik Tok, ma la gente lavora sempre sui social network”. Quello che notiamo noi è una grossa rinchiesta di modellazione e e stampa 3 D, che sono un campo in crescita – aggiunge Elena Parodi – Lavoriamo con la plastica riciclata, quindi ci muoviamo nell’ambito dei materiali rinnovabili, che è un settore da tenere d’occhio”. “Quale è stata la vostra esperienza di donne in un ambito che è comunemente considerato appannaggio maschile?” “Io ho cominciato in un ambiente tutto femminile (il Classico, Lettere…), al Madlab invece sono l’unica donna – racconta Elena Parodi – Ho la scrivania davanti alla porta e quando la gente entra mi chiede se c’è un collega con cui parlare e si stupisce quando rispondo che sono io il collega con cui parlare! Sta a voi dimostrare che non c’è un lavoro per maschi e un lavoro per femmine, mescolare le attitudini è sempre qualcosa di positivo”. “Il mio mondo è fatto di sport e nuove tecnologie, il calcio è per definizione il mondo dei maschi – spiega Vittoria Gozzi – Le cose però stanno cambiando: i mondiali femminili hanno creato una spaccatura, noi cerchiamo nei nostri corsi di formazione di ribadire che le nuove tecnologie appartengono a tutti, ragazzi e ragazze”        
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