LA SCRITTRICE GIULIA BESA OSPITE DELL’ IC RAPALLO

Written by admin. Posted in News, Notizie home

Secondo superospite per i ragazzi dell’Istituto Comprensivo Rapallo, che lunedì hanno incontrato in videoconferenza Giulia Besa, autrice Einaudi, Giunti, Garzanti e vincitrice del Premio Bancarellino. Dopo Sarah Pozzoli, Direttrice di Focus Junior, un’altra protagonista del mondo editoriale italiano visita l’Angolo dei libri pomeridiano della scuola. Ciò che rende speciale il Bancarellino è il fatto che sono i ragazzi a decretare il vincitore: le case editrici mandano alle scuole che ne fanno richiesta i titoli in gara, gli studenti leggono e votano i loro libri preferiti fino a che non ne restano in gara solo cinque. La finale si svolge a Pontremoli, solitamente in piazza, dove gli autori pronunciano un’arringa finale per “difendere” il loro libro, prima che i ragazzi presenti decretino con i loro voti il vincitore.  Il “solitamente” è d’obbligo, perché l’edizione dell’anno scorso, causa maltempo, si è tenuta al chiuso: un’edizione sfortunata per i ragazzi della scuola accorsi nella cittadina toscana, ma fortunatissima per Giulia, che ha vinto la 62ma edizione del Premio. “Anche se eravamo in un palazzetto dello sport per me è stato bellissimo – ricorda Giulia Besa –  è stata una grande emozione trovarmi in mezzo a tanti ragazzi, che alla loro età vivono tutto in maniera più intensa”.  La prima domanda che le rivolgono i partecipanti all’incontro è come sia diventata una scrittrice: “Il primo romanzo l’ho scritto a 14 anni per divertimento, ma da qualche parte bisogna pure iniziare – ricorda Giulia – Al liceo la passione per la scrittura cresceva, così ho studiato narrativa da autodidatta. All’università ho scelto Giurisprudenza, ma al terzo anno mi sono resa conto che avrei fatto un lavoro che non amavo, così mi sono data cinque anni per vedere se riuscivo a ingranare come scrittrice e fortunatamente dopo due anni andava già bene” Oggi che la scrittura è diventata il suo lavoro ha mai l’angoscia della pagina bianca? “No, piuttosto ho l’ansia di non riuscire a scrivere come vorrei”. Per un attimo nel video compare la gatta di Giulia, ma nessuno si scompone, visto che in questo periodo gatti e cani di casa sono una presenza costante delle videolezioni. C’è un trucchetto per evitare gli errori? “Rileggere il vostro scritto al contrario, perché così facendo il cervello non capisce il significato delle frasi, quindi vede immediatamente i refusi”. Yana Stevoli, giovane promessa della scrittura della scuola, chiede come si fa a trovare un titolo che rispecchi il romanzo e sia accattivante per i lettori. “Non è facile – ammette Giulia – Un titolo molto azzeccato è “Il cattivo ragazzo che voglio”: la gente lo compra già solo per il titolo. In genere tendo a scrivere titoli facili, che descrivono ciò di cui il libro parla: “Gemelle” parla di due gemelle!”. Come si fa a superare la paura di scrivere cose troppo personali? chiede ancora Yana:  “Il lettore naturalmente tende a pensare che l’autore coincida con i personaggi, mentre tu magari stai descrivendo un personaggio che è un criminale nazista! Immagina di essere un attore che interpreta un ruolo e non curarti dell’identificazione che fa il lettore con te”. Sofia Righetti, redattrice di Appuntifuoriclasse, il giornale on line della scuola, chiede quale sia il suo libro preferito e quello che avrebbe voluto scrivere: “Il mio libro preferito e sempre quello che sto scrivendo, ogni volta che scrivo un libro penso che non scriverò mai più un libro così! Invece il libro che mi sarebbe piaciuto scrivere è un romanzo di fantascienza che si intitola Il gioco di Ender di Orson Scott Card. Racconta di un futuro in cui l’umanità è sopravvissuta a due successive invasioni da parte degli alieni, così i bambini più brillanti del mondo sono portati in una scuola di guerra dove giocano a dei videogames che in realtà li addestrano per combattere. Memori delle ”scalette” che gli insegnanti fanno scrivere quando si fa il tema, i ragazzi chiedono se anche lei ne scriva prima di affrontare la stesura di un romanzo: “Scrivo scalette che sono lunghe metà del libro: con una pianificazione precisa poi non mi trovo mai in difficoltà nella fase della scrittura”. La scuola ha stimolato la sua passione per la scrittura? chiede Alice Castagnola, la lettrice che ha presentato a inizio incontro il suo libro preferito: “Al liceo ho avuto un’insegnante che invitava a scuola autori ed editori e io non mi perdevo nessuno dei suoi incontri. Sentir parlare quelle persone mi ha acceso proprio una lampadina”. Chissà che non avvenga lo stesso anche per qualche giovane talento dell’IC Rapallo.
Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmailby feather