CODYTRIP A URBINO: GITA VIRTUALE… DIVERTIMENTO REALE!

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Nell’anno in cui la pandemia ha cancellato le gite scolastiche, all’IC Rapallo siamo partiti per due giorni ad Urbino, capitale del Rinascimento, dove abbiamo visitato il Duomo, Palazzo Ducale, la biblioteca universitaria, il teatro, l’orto botanico e il centro storico della città… tutto nel più rigoroso rispetto delle regole. La “magia” è riuscita grazie a un docente dell’Università di Urbino, il prof. Alessandro Bogliolo, che ha ideato un avveniristico modo di viaggiare virtualmente. Il suo Cody Trip (da coding, la programmazione dei computer) si basa infatti su un tipo di visore – l’Active Viewer – che permette ai viaggiatori di interagire con le immagini del luogo che stanno visitando. Gli insegnanti dell’IC Rapallo, che di Bogliolo hanno seguito molti corsi di aggiornamento sulle nuove tecnologie applicate alla didattica, ne hanno subito approfittato per regalare agli alunni una gita natalizia. Entrati trionfalmente a scuola con trolley al seguito, tra la curiosità dei compagni, gli alunni delle classi digitali  (la 2H, in quarantena, seguiva da casa) hanno raggiunto le loro aule, dove li attendevano… due ore di viaggio. Allestiti i banchi a isola, da valige e borsoni sono comparsi giochi da tavolo e casse per la musica, mentre sulla LIM un video realizzato dalla prof di tecnologia Sara De Palma mostrava le tappe del viaggio verso le Marche (Autogrill compresi!) sulle note di “In viaggio” di Cesare Cremonini. “Arrivati” a Urbino, i ragazzi sono stati accolti dal prof. Bogliolo, in collegamento da Borgo Mercadale, che li ha portati a visitare la città, a sorpresa avvolta da una nebbia che rendeva ancora più affascinanti le strade acciottolate e i palazzi rinascimentali. Tre pulsanti sullo schermo ci permettevano di dirigere la nostra guida dove preferivamo e a lui di rivolgerci domande per accertarsi che avessimo ben compreso le spiegazioni. Nel Duomo abbiamo visto la statua del patrono San Crescentino e il grande coro ligneo. La seconda meta è stata la biblioteca universitaria San Girolamo, un autentico scrigno delle meraviglie: i ragazzi si sono incantati di fronte alle figure mostruose di Ulisse Aldrovandi, bestiario del Cinquecento con sorprendenti illustrazioni di animali immaginari, hanno visto la prima macchina da scrivere in braille, hanno assistito alla lettura di un libro per non vedenti da parte di uno speciale software e alla digitalizzazione di un libro antico, grazie a uno speciale scanner dotato di un piano basculante che permette di evitare ogni sollecitazione alle delicatissime pagine. Dopo la pausa pranzo gli alunni, collegati ognuno dal proprio IPad, hanno seguito una lezione di coding. In serata, collegati dalle proprie case, abbiamo visitato Palazzo Ducale e osservato da vicino alcuni dei dipinti simbolo del Rinascimento, come La città ideale, spiegato nei dettagli. Poi, accompagnati dalle enciclopediche guide del Palazzo, abbiamo visitato gli ambienti più segreti, solitamente chiusi al pubblico, come l’intima alcova, l’appartamento dei melaranci, quello degli ospiti e lo stupefacente studiolo, piccola stanza che celebra i primati tecnologici raggiunti dal ducato e sorprende il visitatore con trompe l’oeil e oggetti apparentemente tridimensionali: liuti, frutta, uno scoiattolo, astrolabi, sfere armillari, un libro le cui pagine sembrano mosse da uno spiffero d’aria, in realtà inciso nel legno. A cena, grazie alla collaborazione dei genitori (ai quali, per creare l’atmosfera, sono state precedentemente inviate ricette dei piatti tipici della città) i ragazzi hanno potuto assaggiare sapori e profumi tipici marchigiani: i passatelli, la crescia e le sfogliate che sono il vanto gastronomico del territorio. Dopocena il nostro accompagnatore del giro di Urbino by night è stato il sindaco della città, Maurizio Gambini, che ci ha spiegato come il centro storico con le sue labirintiche viuzze perfettamente conservate sia Patrimonio Storico dell’Umanità e ci ha rivelato il segreto delle originali decorazioni natalizie che lo illuminano: si tratta di stelle di legno realizzate da un artigiano (con 264 pezzi per ogni stella!) partendo da dodici pentagoni su cui viene fissata una punta, ispirandosi a un disegno del matematico rinascimentale Pacioli. In piazza della Repubblica a far da picchetto d’onore al grande albero di Natale ci ha mostrato due soldatini della favola “Lo schiaccianoci”: “Ci è sembrato di buon auspicio – ha spiegato il sindaco –speriamo che come nella favola di Hoffmann anche per il virus ci sia uno schiaccianoci capace di sconfiggerlo”. Entrati nel cortile del Collegio Raffaello, abbiamo ammirato un presepe che riproduce un quadro del Perugino, mentre in Piazza delle erbe ci aspettava un gigantesco Babbo Natale ricoperto di lucine colorate. Nella sede di Digit, dove si sviluppano soluzioni tecniche all’avanguardia come il visore che stavamo usando, abbiamo visto gli oggetti astronomici dello studio del Duca Federico riprodotti da ologrammi tridimensionali. Tornati nelle nostre camere abbiamo partecipato a un grande pigiama party in cui ci siamo scatenati esibendo le nostre mises notturne e la nostra abilità nei balletti di Tik Tok. Per rilassarci il Prof Bogliolo ha pensato anche alla favola della buonanotte: di fronte a un ipnotico caminetto acceso ci ha raccontato una favola interattiva, in cui potevamo decidere le direzioni da far prendere ai protagonisti. Il giorno dopo ci siamo ritrovati nuovamente a scuola,  ma fuori dai banchi perché la giornata è cominciata con un risveglio muscolare, in diretta dal palcoscenico del Teatro Sanzio di Urbino. Dopo un percorso tra quinte, macchinari di scena ed eleganti palchetti siamo usciti dal teatro per visitare  la casa-bottega di Raffaello e l’orto botanico. Affacciandoci ai negozi più ghiotti, ci siamo scambiato coi titolari una parola chiave: servirà a farci riconoscere quando torneremo ad Urbino… di persona! Al momento dei saluti nessuno di noi ha avuto l’impressione di aver solo visto delle immagini dietro uno schermo, ma tutti siamo convinti di aver vissuto realmente due intensi giorni ad Urbino. Qualche volta on line NON significa virtuale!
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