Il primo torneo di Quizduello

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Più che mai convinti che l’educazione debba essere divertente e il divertimento educativo, secondo la celebre definizione di McLuhan, all’Istituto Comprensivo di Rapallo nel mese di aprile si è svolto il primo torneo di Quizduello. IMG_1300Il popolare videogioco, sorta di “Milionario” che propone quattro diverse risposte a domande di cultura generale (esattamente come accade per i test Invalsi – le prove scritte nazionali che hanno lo scopo di valutare i livelli di apprendimento degli studenti al terzo anno della scuola secondaria di primo grado – solo cambiando approccio e cornice), è stato lo strumento attraverso il quale si sono sfidate le classi dell’Istituto: prime contro prime, seconde contro seconde e terze contro terze, in una gara a eliminazione che ha previsto quarti, semifinali e finalissima. La combattutissima finale ha decretato campioni del popolare videogioco i ragazzi della 3F. I ragazzi della 3B da buoni “digitali” si sono spesi lungo tutto l’arco del torneo per supportare con i loro I Pad i compagni impegnati in gara contribuendo in maniera determinante al successo del torneo. Insomma, anche se non abbiamo vinto, la soddisfazione di averlo reso possibile non ce la leva nessuno…!    Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmailby feather

Per una buona cittadinanza digitale

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RossellaL’uso delle nuove tecnologie a scuola offre grandi opportunità ma presenta anche grandi rischi. Per promuovere una buona cittadinanza nel mondo digitale e fornire ai ragazzi indicazioni per un uso responsabile dei social media, l’IC Rapallo ha promosso per tutte le classi digitali un corso di Informacion Literacy che si propone di migliorare la capacità degli alunni di ricercare informazioni sul web, imparare a generare contenuti originali, conoscere le regole della netiquette e della sicurezza online, al fine di proteggersi da truffe, false informazioni e complicazioni legali, e infine utilizzare i social in maniera sicura e informare gli alunni sulle eventuali conseguenze di un uso sbagliato. Ad affiancare i ragazzi in questo laboratorio Rossella Welzel, trainer specializzata in risorse elettroniche per le Biblioteche delle Università. Per chi fosse interessato, il materiale del corso è on line sul suo sito Infodaisy.      Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmailby feather

E’ tempo di coding

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Stiamo seguendo il corso di formazione Coding in your classroom, tenuto dal professor Alessandro Bogliolo e dedicato al pensiero computazionale. Impariamo la base della programmazione, quella per intenderci, che permette di far fare delle cose agli oggetti che ci circondano: smartphone, computer, automobili e altro. antoIl linguaggio delle cose è binario, si chiama linguaggio macchina ed è fatto di 0 e di 1  i linguaggi di programmazione usano scritte o composizioni grafiche che vengono poi tradotte in linguaggio macchina), gli algoritmi sono i procedimenti da seguire. Per impratichirci cominciamo a cimentarci con dei labirinti in cui diamo ad Hungry Bird semplici istruzioni per trovare la via d’uscita: in realtà stiamo scrivendo stringhe di codice Java e in poco tempo ci ritroviamo a familiarizzare coi costrutti e a costruire alberi decisionali senza bisogno di aver studiato la sintassi di un linguaggio. Portiamo subito la nostra esperienza in classe dove insegnamo ai ragazzi a vedere la soluzione di un problema come concatenazione di processi semplici. Sì perché scopriamo che si può fare programmazione anche illustrando le azioni da fare durante le prove di evacuazione o i procedimenti per trovare il complemento oggetto in una frase. L'”ora del codice” diventa un appuntamento settimanale in cui capire, divertendosi, la base del funzionamento dei sistemi e della tecnologia informatica.  Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmailby feather

Una sezione “social”

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Poiché pensiamo che la scuola sia il luogo della socializzazione per eccellenza, nelle sezioni digitali l’uso dei social media è favorito, sia per realizzare le “classi virtuali”, aperte al di là dell’orario scolastico, che per canalizzare le attività social degli alunni verso contenuti e apprendimenti del curricolo scolastico e infine per facilitare la costruzione il mantenimento del rapporto alunno-insegnante, con incluso l’aspetto educativo legato all’immagine che l’educatore dà di se in rete come esempio da seguire. SkypeViene quindi usato abitualmente Skype per far seguire le lezioni a chi è costretto in casa per ragioni di salute, gli insegnanti usano abitualmente la piattaforma interattiva Edmodo, su cui postano lezioni autoprodotte, esercizi interattivi, spezzoni di film e curiosità dal web finalizzate all’apprendimento della propria disciplina. La pagina Facebook della 3B, il cui titolo è stato scelto dai ragazzi, presenta le iniziative della scuola e condivide le esperienze fatte dalla classe come le visite scolastiche, gli incontri con gli esperti e gli argomenti che sono stati oggetto di discussione in classe. I gruppi Whatsapp vengono utilizzati quotidianamente da aulunni, docenti e genitori per scambiarsi informazioni, opinioni, materiali scolastici e non. Più “istituzionali” il canale Youtube di Istituto, usato come vetrina della scuola, l’account Twitter, utilizzato per tenersi in contatto con altre scuole che propongono pratiche scolastiche innovative e interlocutori istituzionali, e questo blog della classe digitale, che racconta ai visitatori del sito dell’Istituto la storia della sperimentazione e i suoi sviluppi.          Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmailby feather

La B diventa la sezione digitale

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Incuriositi dalla pratica quotidiana della classe digitale altri insegnanti hanno accettato di rivoluzionare la loro metodologia di insegnamento e nel 2014 dopo le I-Class sono diventate due e nel 2015 tre, trasformando la sezione B nella sezione digitale dell’Istituto. In questa sezione di utilizzano device e modalità didattiche innovative e motivanti come la flipped lesson (lezione rovesciata), l’utilizzo di piattaforme per la condivisione di testi e immagini come Edmodo e Dropbox, la gamification (creazione da parte di alunni e insegnanti di videogiochi didattici) e l’abitudine al problem solving, cioè la didattica per problemi.    Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmailby feather

Fumetti: a matita o con l’IPad

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Ecco anche la nuova classe digitale al Castello di Rapallo per la Mostra dei Cartoonist, che quest’anno si intitola “Sportoonia” perché è tutta dedicata allo sport. Maestro d’eccezione Daniele “Busne” Busnelli, che mostra ai ragazzi come realizzare una storia a fumetti (ma anche i manga giapponesi, per la prima volta in mostra a Rapallo) usando carta e matita oppure le applicazioni presenti sui loro IPad. Immancabile il saluto alla classe digitale di Carlo Chendi, sceneggiatore con 62 anni di carriera e 18 mila e più pagine di storie realizzate di Paperino, Topolino e molti altri personaggi. IMG_2338            Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmailby feather

Alla Mostra dei Cartoonist

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Stamattina portiamo i ragazzi alla Mostra dei Cartoonist. E’ la loro prima uscita, alla seconda settimana di scuola, un vero record!Anche stavolta l’IPad è lo strumento di lavoro principale con cui realizzare interviste a Enrico Macchiavello – l’autore a cui è dedicata la 41ma edizione della Mostra – scattare foto, girare video e naturalmente disegnare.
La 1 B al castello di Rapallo con Enrico Macchiavello e Carlo Chendi
A tenere la speciale “lezione a fumetti” per i ragazzi della 1B c’è “Macchia”, il creatore delle irriverenti figurine degli Skifidol e degli spot animati per la birra Ceres, ma anche Carlo Chendi, storico sceneggiatore Disney e decano dei fumettisti liguri.
Macchiavello, uno dei nomi più noti della giovane generazione dei cartoonist italiani, ha spiegato come nascono le sue storie, dall’idea iniziale ai disegni e alla realizzazione dei modelli in plastilina nel caso degli spot, ripresi in stop motion (ma ce n’è anche uno in cui una vera band heavy metal ha suonato indossando delle maschere disegnate da lui, coi suoi inconfondibili nasi bitorzoluti!).IMG_2163
Il materiale realizzato dai ragazzi diventerà la base del lavoro in classe che coinvolgerà gran parte delle materie. In conclusione verrà realizzato, attraverso il lavoro in team, un ipertesto sui fumetti con scritti, foto, video e animazioni.
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Il logo “d’autore” di Paolo Moisello

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Rapallo è la capitale dei cartoonist, tanto da essere conosciuta dai fumettisti di tutta Italia come “Rapalloonia”. Decidiamo quindi di far realizzare l’immagine simbolo della nuova classe digitale da uno degli autori che ogni anno animano la Mostra Internazionale dei Cartoonist, Paolo “Moise” Moisello. Requisiti necessari: l’immagine deve rendere immediatamente l’idea di una classe sempre in contatto col mondo, multimediale e multiculturale. Il “creativo galattico” Moisello si lancia subito nell’impresa e sforna un primo bozzetto. Moise - Vignetta I-Class - Matita                 Troppo marziano. E poi noi insegnanti… ehm… come dire… non siamo esattamente come la strepitosa insegnante-ballerina che volteggia al centro dell’immagine, così gli chiediamo di apportare qualche modifica in modo da rendere la scena più realistica. Ed ecco il risultato… Moise - Vignetta I-Class - Matita2 Stavolta ci siamo. Diamo il via alla fase della colorazione ed ecco alla fine la nostra immagine simbolo in puro stile Rapalloonia! Moise - Vignetta I-Class (base 5 cm)  Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmailby feather

Nasce l’aula digitale… e quella virtuale sul web

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Alla fine di agosto è pronta l’aula per la didattica digitale con lavagna interattiva e una connessione “personalizzata” che ci consente di scaricare materiale da internet anche tutti insieme. A questo punto allestiamo anche la nostra “aula virtuale” creando un sistema di cartelle condivise che ci permette di essere sempre in contatto con i nostri alunni e con le loro famiglie. Uno degli obiettivi che ci poniamo infatti è anche quello di allargare lo spazio di interazione tra scuola e famiglia, superando il concetto tradizionale di “orario di ricevimento” ma favorendo un contatto più diretto e immediato. Dropbox 1BFacebooktwitterredditpinterestlinkedinmailby feather

Arrivano gli I-Pad

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Prendiamo la grande decisione, ma decidiamo di comune accordo di non partire con tutte le materie: un po’ per un fatto contingente – non tutti gli insegnanti sono disponibili – un po’ perché ci convince l’idea di un approccio “soft”, che da un lato valorizzi le nuove competenze, ma dall’altro mantenga l’attenzione su quelle tradizionali. Un’idea condivisa anche dai genitori dei futuri alunni. L’iniziativa suscita da subito interesse e in poco tempo la classe è formata, grazie all’impegno – economico ma non solo – dei genitori, che partecipano con grande entusiasmo alle riunioni organizzative della nuova classe, supportandoci con pazienza e coinvolgimento anche quando ci è sembrato di trovarci di fronte a problemi irresolubili, come la questione dei libri di testo: un po’ cartacei, un po’ digitali, solo la minima parte veramente interattivi. Alla fine di luglio arrivano 6 I Pad per gli insegnanti. Le due docenti “pioniere” passano l’estate a smanettare, sulle montagne russe dell’entusiasmo per il mare di applicazioni didattiche che si spalanca invitante davanti a loro e l’abbattimento ogni volta che qualcosa non funziona o la connessione manca. I Pad per sito  Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmailby feather