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IL NUOVO LABORATORIO TECNOLOGICO DEDICATO A DANIEL HAMZA

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E’ trascorso un anno dalla scomparsa del nostro alunno Daniel Hamza, portato via da una malattia a soli dodici anni. Perché il suo ricordo sia sempre vivo nella scuola, venerdì 20 maggio sarà dedicato a lui il nuovo laboratorio tecnologico-scientifico che sarà inaugurato nella mattinata alla presenza dei familiari. Le dotazioni della nuova aula-laboratorio sono all’avanguardia: dalle stampanti 3D alla termoformatrice, dallo scanner 3D a 25 visori per la realtà 3D, che con specifiche applicazioni didattiche permetteranno agli allievi di sperimentare da protagonisti esperienze virtuali come l’allunaggio oppure la vita al tempo dei dinosauri. Il nuovo laboratorio verrà intitolato a Daniel per lasciare un segno visibile della sua voglia di vivere, come hanno ricordato con le loro bellissime parole i suoi compagni di classe: “L’11 maggio 2022 si è compiuto un anno dalla morte di Daniel Hamza. Per ricordarlo, la scuola ha deciso di inaugurare un laboratorio a suo nome. I ragazzi della sua classe, insieme ai docenti e al preside, hanno già iniziato a creare questo laboratorio e tutti sono molto contenti di fare questo progetto perché così anche i ragazzi che verranno gli anni prossimi potranno sapere della persona stupenda che era Daniel. Daniel era un ragazzo semplice ma aveva un cuore d’oro, aveva molti amici e voleva un sacco di bene ad ognuno di loro, come loro lo vogliono a lui. Viveva la vita al massimo ogni giorno, rideva, si divertiva e scherzava. Non ha avuto una vita molto facile dato che, in passato, ha avuto diversi problemi di salute, ma nonostante tutto è riuscito ad andare avanti, lottando con tutto se stesso, e facendo emergere la sua spontanea e bellissima forma di essere. È stato un ragazzo molto generoso e gentile che, nel corso dei 2 anni che ha fatto alle scuole medie, ha donato tutto se stesso sia ad ognuno dei suoi compagni, sia a tutti i professori che lo hanno accompagnato e guidato nel percorso scolastico. I suoi compagni di classe l’anno scorso hanno fatto molti disegni, lettere e cartelloni per Daniel e hanno deciso di mettere tutto dentro questo laboratorio così che tutti possano leggere i bei momenti passati insieme a lui”. La targa in legno lavorato che ricorderà Daniel Hamza è stata realizzata e donata all’Istituto da Luciano Canepa, che ringraziamo sentitamente per la sua sensibilità, generosità e competenza professionale. Sulla targa è riportata la frase “La tua allegria e il tuo coraggio saranno sempre con noi”. L’”Aula Daniel” permetterà alle generazioni di allievi che verranno di sviluppare e affinare le loro competenze nelle materie scientifiche, in particolare nella progettazione e realizzazione di oggetti 3D, nella programmazione di robot educativi, nell’utilizzo di kit didattici di elettronica, pneumatica, ottica, e nell’utilizzo dei visori 3D.Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmailby feather

NUOVE DISPOSIZIONI ANTI-COVID

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A questo link la comunicazione con le nuove disposizioni sul contenimento della pandemia da Covid19. Ricordiamo le più importanti per l’utenza:
  • permane l’obbligo di indossare la mascherina (tranne che per le attività sportive e i bimbi della Scuola dell’Infanzia;
  • permane il divieto di accesso agli edifici scolastici con una temperatura superiore a 37,5°;
  • permane la raccomandazione di mantenere il distanziamento di almeno un metro tra gli allievi;
  • permane l’obbligo per il personale docente di essere in regola con l’obbligo vaccinale per svolgere attività a contatto con gli allievi;
  • non è più necessario esibire il green pass per entrare a scuola.
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UNA FAVOLA PER I NOSTRI PICCOLI ALUNNI UCRAINI

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Da quattro settimane nella nostra scuola sono arrivati nove alunni ucraini, in fuga dalla guerra. Tra le iniziative messe in atto per accoglierli il più affettuosamente possibile, gli alunni delle classi 2B e 3B digitale, che stanno partecipando al progetto Tetramind del Liceti sperimentando lo storytelling, hanno pensato di scrivere una favola per i quattro più piccoli, che frequentano la scuola elementare Pascoli, che li vedesse protagonisti, con i loro nomi e le loro vere passioni.  L’intendimento era comunicare fiducia, creare un legame e far passare attraverso la favola un messaggio positivo, che dalla guerra si può scappare ma in futuro si potrà tornare a casa e la vita tornerà quella di prima. Ecco allora la storia di Artem e dei suoi amici, apparentemente piccoli e impotenti di fronte a un nemico spaventoso, in realtà dotati di insospettabili superpoteri. La favola è stata letta in collegamento Google Meet con la scuola elementare Pascoli in italiano e in ucraino, grazie agli alunni presenti alle medie. A breve verrà tradotta in ucraino, corredata da illustrazioni, stampata e regalata ai bambini delle elementari. Artem e il drago di cenere C’era una volta in una città dal cielo azzurrissimo, circondata da campi di grano, un bambino di nome Artem, che amava molto disegnare. La mattina faceva le caricature dei maestri e dei compagni sul suo inseparabile taccuino, disegnava quello che succedeva in classe e quello che vedeva dalle finestre della scuola. Tutte le pareti erano ricoperte dai suoi bellissimi disegni. Ogni giorno, finiti i compiti, si vedeva al parco con i suoi migliori amici: Ivan, che amava gli animali, Nikita, appassionato di musica  e Dasha, che adorava il vento, la pioggia e tutti i fenomeni naturali. Il loro posto preferito era un piccolo spazio sotto lo scivolo, dove si confidavano i loro segreti e inventavano giochi sempre nuovi. Un giorno però sulla loro città cominciò a soffiare un vento gelido e il cielo si ricoprì di nuvole nere, dalle quali pioveva una cenere grigia che immobilizzava le persone appena ne erano toccate. Era il drago dell’Est che si era svegliato dal suo sonno centenario e, infuriato, percorreva il cielo a grandi falcate sputando fuoco che si trasformava in cenere paralizzante. La gente spaventata si rifugiava dove poteva, ma era difficile sfuggire alla pioggia di cenere, che si spostava portata dal vento, e anche i genitori dei quattro bambini presto si trasformarono in statue inanimate. Sotto lo scivolo del parco giochi i quattro bambini stavano seduti vicini vicini per farsi coraggio, ma nessuno di loro sapeva che cosa fare. Dasha, a cui il nonno prima di trasformarsi in statua aveva messo al collo un ciondolo d’argento a forma di saetta, stava giocherellando con la sua collana, quando si accorse che il ciondolo lampeggiava debolmente. Anche le cuffiette regalate dai genitori a Nikita sembravano emanare una piccola luminosità, così i bambini si alzarono e cominciarono a seguire le luci che si facevano più forti in certe strade e si affievolivano in altre, mostrando loro un percorso che dal centro portava alla periferia della città. Questa era circondata da una foresta di alberi così alti che non facevano passare la luce del sole. I bambini non avevano il coraggio di entrare nel buio di quella fitta foresta e stavano sotto un albero domandandosi che cosa avrebbero dovuto fare, quando Ivan, che sapeva fare i versi di tutti gli animali, per passare il tempo, cominciò a fischiare come un uccello e, poco dopo, una candida civetta si posò sul ramo più basso, osservando i bambini con curiosità. All’improvviso cominciò a spiccare piccoli voli da un ramo all’altro, come per guidarli nell’intrico del bosco e i bambini, incoraggiati da Ivan, la seguirono. Usciti dalla foresta si trovarono di fronte un alto muro di ghiaccio che sembrava non avere fine né da una parte né dall’altra. Sembrava fatto di cristallo, impossibile passare dall’altra parte. Scoraggiati i bambini si sedettero sotto la gelida muraglia, e Dasha cominciò a pensare al caldo sole d’agosto, che avrebbe potuto sciogliere con facilità quella parete di ghiaccio. Improvvisamente un raggio di sole sbucò dal cielo e si concentrò su una parte del muro, che a poco a poco si sciolse, creando un varco attraverso il quale passarono. Arrivati dall’altra parte ai bambini mancò il cuore dallo spavento: erano in una landa desolata, ricoperta di cenere e al centro della pianura stava il drago di fuoco, che li osservava venire avanti, stupefatto che qualcuno avesse avuto il coraggio di arrivare fino a lì. Ad Artem tremavano le mani quando tirò fuori dal suo zaino taccuino e matita, ma non avrebbe mai rinunciato a disegnare un essere così portentoso, anche a costo di diventare una statua di pietra. Fece uno schizzo del drago e poi cominciò a rifinirlo, osservandone con attenzione i particolari. Il drago lo guardava disegnare immobile, solo la cenere che si alzava davanti alle sue immense narici rivelava che il mostro era vivo e vigile. Artem si avvicinò un po’ di più per osservarlo meglio e il drago non si mosse. Allora anche Nikita, Ivan e Dasha si avvicinarono e quando gli furono così vicini da poterlo toccare si accorsero che il gigantesco drago aveva un’aria malconcia e respirava a fatica. Solo e odiato da tutti, stava morendo al centro della terra desolata che lui stesso aveva creato. Impietositi, i bambini cercarono di consolarlo come potevano: Ivan gli parlò dolcemente come avrebbe fatto con un cucciolo, Nikita gli cantò una delle sue canzoni preferite, mentre Dasha faceva vento con le mani per portargli un po’ di sollievo. Artem provò una gran pena per il drago morente e gli porse il disegno che gli aveva fatto. Il drago alzò l’enorme muso per guardare, quando il foglio cominciò ad accartocciarsi e a girare su se stesso velocemente, come preso da un turbine di vento. Sotto i loro occhi stupefatti il disegno di Artem prese vita e davanti a loro apparve un altro drago, più grande e possente del primo. “Un amico è quello che ci vuole” disse Artem sorridendo, mentre con Ivan, Nikita e Dasha osservava i due draghi che cominciavano a scambiarsi musate affettuose. In pochi giorni il vecchio drago si rimise completamente e per ringraziare i bambini di aver interrotto la sua triste solitudine si offrì di riportarli in volo alla loro città. Che spettacolo fu volare sui draghi sorvolando la grande muraglia di ghiaccio che si scioglieva a poco a poco lasciando di nuovo lo spazio ai campi di grano e l’immensa foresta dagli alberi altissimi, sorvolata dalla candida civetta! Dove passavano i draghi in volo la cenere scompariva, e le persone riprendevano vita. I quattro bambini si fecero portare al parco giochi, dove furono accolti come eroi e finché vissero i due draghi furono i custodi della loro città. Ed ecco la versione in russo a cura dell’insegnante Natalia Gladouchenko, con le illustrazioni di Leonardo Magnani di 2B Сказка 3Б класса для детей школы Пасколи Артём и Пепельный Дракон Давным – давно в одном городе , окруженном множеством зерновых полей, под голубым небом жил мальчик по имени Артём , который очень любил рисовать. По утрам он рисовал карикатуры учителей и одноклассников в своем любимом блокноте , рисовал то, что происходило в классе и то , что видел из школьных окон . Все стены были увешаны его красивейшими рисунками. Каждый день, закончив делать уроки , Артём виделся в парке со своими лучшими друзьями : с Иваном, который любил животных, с Никитой , увлекающимся музыкой и с Дашей , которая любила ветер , дождь и все природные феномены. Их любимым местом было небольшое пространство под горкой, где они делились своими секретами и придумывали новые игры. Однако однажды над их городом начал дуть ледяной ветер, и небо заволокло черными тучами, из которых сыпался дождем серый пепел , обездвиживающий людей, как только он касался их . Это дракон Востока очнулся от столетнего сна и в ярости зашагал по небу, изрыгая огонь, превращающийся в парализующий пепел. Испуганные люди укрылись, где могли, но трудно было избежать дождя пепла, который двигался с ветром, и даже родители четверых детей вскоре превратились в неодушевленные статуи. Под горкой на детской площадке четверо детей сидели рядышком для храбрости, но никто из них не знал, что делать. Даша, дедушка которой перед тем, как стать статуей, надел ей на шею серебряный кулон в форме молнии, играла со своим ожерельем, когда заметила, что кулон слабо мерцает. Даже наушники, подаренные Никите родителями, как будто излучали небольшую яркость, поэтому дети встали и стали следить за огнями, которые на одних улицах усиливались, а на других гасли, показывая им путь, который из центра вел к окраинам города . Окраины были окружены лесом из таких высоких деревьев, что они не пропускали солнечный свет. У детей не хватило смелости войти в темноту того дремучего леса и они стояли под деревом, соображая, что им делать, когда Иван, умевший издавать звуки всех животных, чтобы скоротать время, начал свистеть, как птичка. а вскоре после этого на самую нижнюю ветку села белая сова, с любопытством наблюдая за детьми. Вдруг она начала перелетать с одной ветки на другую, как бы направляя их в дебри леса, и дети, подбадриваемые Иваном, следовали за ней. Выйдя из леса, они оказались перед высокой ледяной стеной, которая, казалось, не имеет конца ни с одной, ни с другой стороны. Казалось, она сделана из хрусталя, перейти на другую сторону было невозможно. Обескураженные дети сели под ледяную стену, а Даша стала думать о жарком августовском солнце, которое легко могло растопить эту ледяную стену. Внезапно с неба вырвался солнечный луч и сфокусировался на части стены, которая постепенно таяла, создавая брешь, через которую они прошли. Когда дети достигли другой стороны,то от страха сердце ушло в пятки : они оказались в пустынной земле, покрытой пеплом, а в центре равнины стоял огненный дракон, который смотрел, как они идут вперед, пораженный тем, что у кого-то хватило смелости идти до тех пор, пока там. У Артема тряслись руки, когда он вытаскивал из рюкзака блокнот и карандаш, но он никогда бы не отказался рисовать такое чудо-существо, даже ценой превращения в каменную статую. Он сделал набросок дракона, а затем начал его дорабатывать, тщательно соблюдая все детали. Дракон неподвижно смотрел, как он рисует, и только пепел, поднимающийся перед его огромными ноздрями, свидетельствовал о том, что чудовище живо и начеку. Артем придвинулся поближе, чтобы лучше его разглядеть, а дракон не шевельнулся. Потом к нему подошли Никита, Иван и Даша, и когда они были достаточно близко, чтобы коснуться его, то заметили, что гигантский дракон выглядит избитым и тяжело дышит. Одинокий и всеми ненавидимый, он умирал в центре пустоши, которую сам же и создал. Сожалея, дети старались его утешить, как могли: Иван говорил с ним тихо, как со щенком, Никита пел ему одну из своих любимых песен, а Даша обмахивала руками, чтобы принести ему облегчение. Артёму стало очень жаль умирающего дракона, и он протянул ему рисунок, который нарисовал для него. Дракон поднял свою огромную морду, чтобы посмотреть, как бумага начала быстро сворачиваться и поворачиваться, словно подхваченная вихрем. На их изумленных глазах замысел Артема ожил , и перед ними предстал еще один дракон, крупнее и сильнее первого. «Друг — это то, что нужно», — с улыбкой сказал Артем, и вместе с Иваном, Никитой и Дашей он наблюдал, как два дракона начали обмениваться ласковыми прикосновениями морд . Через несколько дней старый дракон полностью выздоровел, и в благодарность детям за то, что они прервали его печальное одиночество, предложил отвезти их обратно в их город. Какое это было зрелище — пролететь на драконах , пролетавших над огромной ледяной стеной, которая мало-помалу таяла, снова оставляя место для пшеничных полей и огромного леса с высокими деревьями, на которые не обращала внимания белая сова! Там, где пролетали драконы, пепел исчезал, а люди возвращались к жизни. Четверо детей были доставлены на игровую площадку, где их встретили как героев, и пока они были живы, два дракона были хранителями их города.      Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmailby feather

PASCOLI FOR THE FUTURE: I BIMBI RIPULISCONO LA SPIAGGIA

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Non è mai troppo presto per occuparsi dell’ambiente che ci circonda. L’11 aprile le classi 4A, 5B e 5C della scuola elementare Pascoli si sono dedicate alla pulizia della spiaggia di San Michele e dello specchio d’acqua antistante muniti di retino dopo la mareggiata dei giorni precedenti. Grazie a Silvano che ha fornito i sacchi per la raccolta della plastica  e a Marco che ha portato gli alunni sul gozzo! Muniti di guanti in lattice, i bambini hanno fatto un ottimo lavoro. La giornata rientra nell’ambito dei progetti Agenda 2030 e “Pascoli for the future”.      Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmailby feather

L’IC RAPALLO VINCE L’ITALIAN CODING LEAGUE

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La passione per le nuove tecnologie e le applicazioni del digitale nella vita quotidiana ha portato i ragazzi della 3B digitale dell’Istituto Comprensivo Rapallo sul podio dell’Italian Coding League 2022, il torneo tra scuole italiane che intende avvicinare gli studenti di età compresa tra gli 11 e 13 anni all’arte della programmazione tramite i concetti del Pensiero Computazionale e del Coding. I rapallesi hanno vinto ex aequo con l’Istituto Comprensivo di Custra (NA). Nove le regioni in gara: Campania, Emilia, Liguria, Molise, Piemonte, Puglia, Trentino, Umbria e Val D’Aosta. 609 gli studenti coinvolti, affiancati da 10 tutor del DIBRIS, Dipartimento di Informatica, Bioingegneria, Robotica e Ingegneria dei Sistemi dell’Università di Genova. 112 le ore di allenamento durante la competizione, che è durata tre settimane, durante le quali i ragazzi si sono sfidati su algoritmi e programmazione, dati e informazione, consapevolezza digitale e creatività digitale. I contenuti della gara sono stati sviluppati dai Proff. Giovanna Guerrini e Giorgio Delzanno del DIBRIS – Università di Genova e l’iniziativa è stata organizzata insieme a Edutainment Formula di Luca Gelati con il supporto dell’Associazione Festival della Scienza come attività di orientamento all’informatica e di formazione non formale alle competenze digitali secondo gli obiettivi del Gruppo di lavoro per la ricerca e l’innovazione sulle competenze digitali nella scuola dell’ateneo genovese. il campionato si è svolto sulla piattaforma multiplayer Smart O.C.A. (Smart Online Challenge Activity) sviluppata da Edutainment Formula in collaborazione con l’Università di Genova. Il premio per i 27 giovani programmatori della 3B sarà il biglietto d’ingresso alla prossima edizione del Festival della Scienza. Tra loro c’è anche Olha, arrivata lunedì scorso dall’Ucraina, appassionata di matematica e tecnologia. Gli insegnanti della classe digitale hanno così chiesto agli organizzatori la possibilità di tradurre in ucraino le domande della finale e, grazie alla collaborazione tra Angela Maria Sugliano del Gruppo di lavoro per la ricerca e l’innovazione sulle competenze digitali nella scuola e la signora Valeriia Iakymenko – una delle 15 mediatrici volontarie che quotidianamente affiancano le maestre della Pascoli per comunicare con i bambini ucraini, la nuova alunna è stata messa nella condizione di gareggiare allo stesso livello dei compagni italiani. “Quando la scuola permette di sviluppare le passioni dei ragazzi i risultati sono sempre entusiasmanti – dice Giacomo Daneri, Dirigente Scolastico dell’IC Rapallo –L’insegnamento delle discipline scientifiche e tecnologiche nella nostra scuola rappresenta una sfida fondamentale  perché permette l’acquisizione non solo delle competenze tecniche, creative, digitali, ma anche delle competenze di comunicazione e collaborazione, problem solving, flessibilità e pensiero critico. Sono particolarmente felice che a conquistare la vittoria del torneo nazionale di coding sia stata una classe dove le ragazze sono particolarmente numerose perché gli stereotipi che vedono scienza e tecnologia come “roba da maschi” sono ancora duri a morire: per questo incoraggiamo tutti i nostri alunni e le nostre alunne a cimentarsi con queste materie sin da piccolissimi”.  Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmailby feather

Procedura di affidamento servizi e forniture avviso-n-20480-del-20-luglio-2021-realizzazione-di-reti-locali-cablate-e-wireless/

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Determina per l’affidamento di servizi e forniture Determina di deroga alla Convenzione CONSIP Progetto esecutivoFacebooktwitterredditpinterestlinkedinmailby feather

Selezione personale – progettista e collaudatore -AVVISO n. 20480 del 20 luglio 2021 Realizzazione di reti locali, cablate e wireless

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Graduatoria definitiva progettista esterno Graduatoria provvisoria progettista esterno Verbale della commissione di valutazione Avviso esterno per progettista  Allegati per la domanda Graduatoria definitiva collaudatore Graduatoria provvisoria collaudatore Verbale della commissione di valutazione Avviso interno per progettista e collaudatore  Allegati per la domanda: progettista   collaudatoreFacebooktwitterredditpinterestlinkedinmailby feather

L’IC RAPALLO A SOSTEGNO DELLA POPOLAZIONE UCRAINA

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 Sono venti gli scatoloni preparati nei giorni scorsi dagli alunni di elementari e medie dell’Istituto Comprensivo Rapallo per la popolazione ucraina. Si andranno ad aggiungere alla raccolta solidale organizzata dall’associazione Pokrova (in ucraino “Patrocinio”), nata dai membri della comunità ucraina in Liguria. Ogni scatolone, contrassegnato con la scritta in italiano e in cirillico corrispondente al contenuto, include i beni di prima necessità richiesti: coperte, vestiti, prodotti alimentari per bambini e adulti, alimenti senza glutine, prodotti per l’igiene personale, medicinali. Gli insegnanti hanno chiesto ai ragazzi di immedesimarsi nei loro coetanei costretti a scappare dalle zone di guerra, sviluppando un atteggiamento propositivo e scegliendo con cura gli oggetti o i prodotti da donare. Così in molti hanno portato biscotti, merendine e succhi di frutta per la merenda dei coetanei e c’è chi ha offerto giocattoli e peluche per i più piccoli. Gli scatoloni dell’Istituto Comprensivo confluiranno nell’hub di stoccaggio delle merci allestito a Chiavari dall’associazione Pokrova in attesa di partire per l’Ucraina con gli altri generi raccolti sul territorio attraverso parrocchie, associazioni e gruppi di cittadini. Nel frattempo in questi giorni il Comitato Genitori dell’Istituto Comprensivo Rapallo e il Comitato Genitori dell’Istituto Comprensivo Rapallo-Zoagli hanno promosso una raccolta di materiale scolastico per garantire l’inclusione ai piccoli ucraini ospiti nel territorio. “Uno dei valori fondamentali cui l’IC Rapallo cerca di educare i suoi allievi è quello della solidarietà – dice Giacomo Daneri, Dirigente dell’Istituto Comprensivo Rapallo – In questi anni sono state tante le iniziative rese possibili dalla generosità del personale e delle famiglie. Abbiamo sempre cercato di stare vicino a chi soffre. Senza distinzioni, senza se e senza ma, non guardando al colore della pelle o degli occhi, perché la sofferenza non ha un colore particolare. E’ importante capire le ragioni di ciò che sta accadendo, certamente perché è un conflitto relativamente vicino a noi, ma anche per avere maggiore consapevolezza che esistono guerre dimenticate in diverse parti del mondo (Yemen, Siria, Etiopia, solo per citarne alcune), cercando di capire quali siano le ragioni profonde che muovono i conflitti, nonché come mai alcuni di questi vengano messi in primo piano e altri dimenticati”. Di fronte alle immagini di guerra – vere o fake – a cui si trovano di fronte in questi giorni i ragazzi, che rendono quanto sta accadendo ben più vicino della sua collocazione geografica, i docenti delle medie e quelli delle quarte e quinte elementari sono impegnati in questi giorni nell’approfondimento delle ragioni del conflitto e nella discussione con gli alunni per dar loro i mezzi per non vivere questa situazione in modo confuso ma aiutandoli a decodificare le informazioni e a condividere i loro timori. Le maestre dei piccoli alunni della primaria Pascoli e dell’infanzia Arpinati e Sant’Anna hanno affrontato il tema facendo realizzare loro cartelloni e striscioni dedicati alla pace.    Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmailby feather

ALL’IC RAPALLO SI CENA A LUME DI CANDELA

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Luci spente all’Istituto Comprensivo di Rapallo, che venerdì 11 marzo ha aderito a “M’illumino di meno”, la celebre campagna di sensibilizzazione radiofonica sul risparmio energetico e sugli stili di vita sostenibili, lanciata da Caterpillar, la trasmissione di Rai Radio2, giunta quest’anno alla sua diciottesima edizione. “M’illumino di meno” prende il nome dai celebri versi della poesia Mattina di Giuseppe Ungaretti ed è organizzata ogni anno tra i mesi di febbraio e marzo, per ricordare il 16 febbraio, giorno in cui ricorre l’entrata in vigore del protocollo di Kyoto. Quest’anno la campagna è dedicata a spegnere, pedalare, rinverdire, migliorare, ovvero al ruolo propositivo e trasformativo della bicicletta e delle piante, che possono concretamente migliorare l’esistente. Per far sperimentare in prima persona agli alunni cosa significa cambiare le proprie abitudini, gli insegnanti di tecnologia delle medie hanno invitato gli alunni delle prime a un piccolo gesto simbolico: la produzione di una candela al lume della quale cenare stasera, mentre nello stesso momento centinaia di città, associazioni ed aziende spegneranno simbolicamente le proprie luci per aderire alla campagna. Altre classi hanno realizzato un sito per promuovere l’iniziativa attraverso locandine pubblicitarie, inviti e giochi multimediali (https://sites.google.com/istitutocomprensivorapallo.edu.it/ic-rapallo-milluminodimeno/home?authuser=1)             Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmailby feather

Istituto Comprensivo Rapallo
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Tel. 0185 67367 Fax 0185 54976
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