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PANDEMIA, VATTENE VIA!

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Cari bambini,

il titolo del tema è: descrivete voi stessi, il vostro stato d’animo in questo periodo di quarantena.

Ma questo volta è diverso lo svolgimento: non è un testo scritto in cui fate ricorso alle parole, ma è un’immagine, cioè una foto che parla di voi.

Non è un testo semplice; come sempre dovete riflettere: come state, cosa vi manca, poi pensate a quello che soprattutto vorreste comunicare.

Vi ho anche detto di ricorrere a un’ambientazione per rendere più vero, più comprensibile ciò che siete ora, come vi sentite.

Mettete in gioco tutte le vostre capacità creative, e so che ne avete tante, poi fatevi scattare una foto.

Buon lavoro, mi aspetto grandi cose!

La vostra maestra”

Questa è stata la consegna del tema da svolgere nell’ambito del Progetto “Pandemia, vattene via” della IV B, in un momento in cui i bambini, non ancora entrati nella Fase 2,  vivevano come "sospesi": lontani dagli amici, dallo sport, dalle lezioni in classe, senza vedere una fine.
Ne è uscita fuori una galleria fotografica che ben rappresenta i loro stati d’animo, generalmente di ansia, di rabbia, di tristezza, di preoccupazione, di mancanza di libertà.        Per fortuna, c’è anche qualcuno che vede in maniera positiva: poter trascorrere più tempo con il papà che generalmente lavora o vivere all’aria aperta nel prato di casa.            

Tutti, seppur in maniera diversa, hanno poi scritto nel loro diario:Prima, andare a scuola mi pesava, ora ci andrei anche il sabato e la domenica.”                                                            Forse  non sapevamo apprezzare ciò che avevamo e che era davvero molto.” Vorrei uscire e rivedere il mondo, perché dagli schermi non è come starci dentro.”

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LA PREISTORIA… FATTA IN CASA!

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La creatività e la condivisione rivestono un ruolo estremamente importante per i bambini, soprattutto in questo momento in cui la scuola vive una realtà a distanza, in cui c’è una maggiore necessità di contatto e di stimoli. Seguendo il programma di storia, in cui gli alunni hanno studiato il periodo preistorico, gli ominidi e gli utensili da loro creati, è stato proposto alle classi 3B e 3C della scuola G. Pascoli di riprodurli, attraverso un disegno o utilizzando materiali facilmente reperibili a casa. I bambini si sono sbizzarriti e hanno scelto per fabbricare i loro manufatti soluzioni diverse e creative: fogli e colori, pasta di pane, pasta di sale, Das, bicarbonato e amido di mais o oggetti trovati in giardino, come pietre e legno. Orgogliosi del proprio lavoro, i bambini lo hanno condiviso con i compagni e con le insegnanti. Chopper (ciottoli scheggiati), amigdale, raschiatoi, bulini ed asce di pietra… gli ominidi sono arrivati alla scuola Pascoli!                Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmailby feather

LA SCRITTRICE GIULIA BESA OSPITE DELL’ IC RAPALLO

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Secondo superospite per i ragazzi dell’Istituto Comprensivo Rapallo, che lunedì hanno incontrato in videoconferenza Giulia Besa, autrice Einaudi, Giunti, Garzanti e vincitrice del Premio Bancarellino. Dopo Sarah Pozzoli, Direttrice di Focus Junior, un’altra protagonista del mondo editoriale italiano visita l’Angolo dei libri pomeridiano della scuola. Ciò che rende speciale il Bancarellino è il fatto che sono i ragazzi a decretare il vincitore: le case editrici mandano alle scuole che ne fanno richiesta i titoli in gara, gli studenti leggono e votano i loro libri preferiti fino a che non ne restano in gara solo cinque. La finale si svolge a Pontremoli, solitamente in piazza, dove gli autori pronunciano un’arringa finale per “difendere” il loro libro, prima che i ragazzi presenti decretino con i loro voti il vincitore.  Il “solitamente” è d’obbligo, perché l’edizione dell’anno scorso, causa maltempo, si è tenuta al chiuso: un’edizione sfortunata per i ragazzi della scuola accorsi nella cittadina toscana, ma fortunatissima per Giulia, che ha vinto la 62ma edizione del Premio. “Anche se eravamo in un palazzetto dello sport per me è stato bellissimo – ricorda Giulia Besa –  è stata una grande emozione trovarmi in mezzo a tanti ragazzi, che alla loro età vivono tutto in maniera più intensa”.  La prima domanda che le rivolgono i partecipanti all’incontro è come sia diventata una scrittrice: “Il primo romanzo l’ho scritto a 14 anni per divertimento, ma da qualche parte bisogna pure iniziare – ricorda Giulia – Al liceo la passione per la scrittura cresceva, così ho studiato narrativa da autodidatta. All’università ho scelto Giurisprudenza, ma al terzo anno mi sono resa conto che avrei fatto un lavoro che non amavo, così mi sono data cinque anni per vedere se riuscivo a ingranare come scrittrice e fortunatamente dopo due anni andava già bene” Oggi che la scrittura è diventata il suo lavoro ha mai l’angoscia della pagina bianca? “No, piuttosto ho l’ansia di non riuscire a scrivere come vorrei”. Per un attimo nel video compare la gatta di Giulia, ma nessuno si scompone, visto che in questo periodo gatti e cani di casa sono una presenza costante delle videolezioni. C’è un trucchetto per evitare gli errori? “Rileggere il vostro scritto al contrario, perché così facendo il cervello non capisce il significato delle frasi, quindi vede immediatamente i refusi”. Yana Stevoli, giovane promessa della scrittura della scuola, chiede come si fa a trovare un titolo che rispecchi il romanzo e sia accattivante per i lettori. “Non è facile – ammette Giulia – Un titolo molto azzeccato è “Il cattivo ragazzo che voglio”: la gente lo compra già solo per il titolo. In genere tendo a scrivere titoli facili, che descrivono ciò di cui il libro parla: “Gemelle” parla di due gemelle!”. Come si fa a superare la paura di scrivere cose troppo personali? chiede ancora Yana:  “Il lettore naturalmente tende a pensare che l’autore coincida con i personaggi, mentre tu magari stai descrivendo un personaggio che è un criminale nazista! Immagina di essere un attore che interpreta un ruolo e non curarti dell’identificazione che fa il lettore con te”. Sofia Righetti, redattrice di Appuntifuoriclasse, il giornale on line della scuola, chiede quale sia il suo libro preferito e quello che avrebbe voluto scrivere: “Il mio libro preferito e sempre quello che sto scrivendo, ogni volta che scrivo un libro penso che non scriverò mai più un libro così! Invece il libro che mi sarebbe piaciuto scrivere è un romanzo di fantascienza che si intitola Il gioco di Ender di Orson Scott Card. Racconta di un futuro in cui l’umanità è sopravvissuta a due successive invasioni da parte degli alieni, così i bambini più brillanti del mondo sono portati in una scuola di guerra dove giocano a dei videogames che in realtà li addestrano per combattere. Memori delle ”scalette” che gli insegnanti fanno scrivere quando si fa il tema, i ragazzi chiedono se anche lei ne scriva prima di affrontare la stesura di un romanzo: “Scrivo scalette che sono lunghe metà del libro: con una pianificazione precisa poi non mi trovo mai in difficoltà nella fase della scrittura”. La scuola ha stimolato la sua passione per la scrittura? chiede Alice Castagnola, la lettrice che ha presentato a inizio incontro il suo libro preferito: “Al liceo ho avuto un’insegnante che invitava a scuola autori ed editori e io non mi perdevo nessuno dei suoi incontri. Sentir parlare quelle persone mi ha acceso proprio una lampadina”. Chissà che non avvenga lo stesso anche per qualche giovane talento dell’IC Rapallo.Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmailby feather

ALLA PASCOLI TINKERING… A DISTANZA

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La tanto auspicata verticalità tra ordini, progettata faticosamente nel curricolo, sviluppata in parte… e poi arriva questo strano periodo e si concretizzano cose inimmaginabili! Tra colleghe è un fitto scambio di proposte e suggerimenti di attività che si possano realizzare con i bambini a distanza, una collega della secondaria ne manda ogni giorno, si girano in chat e ciascuno individua quelli adatti alle proprie classi e soprattutto si cercano cose stimolanti per i nostri alunni. Così tra le infinite iniziative partecipiamo in diretta ad una lezione della scuola di robotica: “Gli automata: Tinkering per la scuola primaria”. Tinkering è un termine inglese che vuol dire letteralmente armeggiare, adoperarsi, darsi da fare. E’ una palestra per aspiranti maker che insegna a “pensare con le mani”, un metodo educativo per avvicinare bambini e ragazzi allo studio delle materie STEM (Scienze, Tecnologia, Ingegneria, Matematica) in modo pratico, giocando. I bambini sono stati entusiasti di questa forma di apprendimento informale facilmente realizzabile a casa e le immagini di questa pagina sono il nostro piccolo risultato: “Dalla storia … allo stoyboard”. Questi i titoli: I titoli: “Heidi e Fiocco di neve” e “Il teatrino di Pinocchio”. Da notare i meccanismi a canne fatti con materiale di recupero!      Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmailby feather

LA DIRETTRICE DI FOCUS JUNIOR OSPITE DEL NOSTRO ANGOLO DEI LIBRI

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L’atmosfera è quella vivace e indaffarata della redazione di una rivista. Nel primo appuntamento dell’Angolo dei libri e dei film, lo spazio pomeridiano in cui i ragazzi dell’IC Rapallo si scambiano opinioni sulle loro letture e visioni preferite, Sarah Pozzoli, Direttrice di Focus Junior, invitata dalle insegnanti di Lettere della scuola, trasforma il videoincontro in una visita virtuale a Palazzo Niemeyer, la sede della Mondadori: “Fino al 20 febbraio facevamo laboratori di giornalismo in cui le scuole ci venivano a trovare e respiravano l’aria della redazione – spiega – Adesso tutti quei bambini e ragazzi ci mancano, per questo ho colto volentieri l’invito a venire a parlare in questo vostro incontro”. I primi due libri presentati sono La magica medicina di Roald Dahl, da Giorgia Landini, e Il re dei ladri di Cornelia Funke, da Yana Stevoli. “La magica medicina è uno dei miei libri preferiti, “Il re dei ladri” lo leggerò dopo aver sentito questa bella presentazione – commenta Sarah Pozzoli (nella foto qui accanto) – Sono rimasta molto colpita dal vostro giornale, “Appuntifuoriclasse”, che ha pubblicato articoli che meriterebbero di andare in nazionale”. La Direttrice presenta poi il suo staff, composto dall’art director Maria Pia Eccher, il responsabile del sito Nicolò De Rosa e la photo editor Barbara Francesconi. Tutti collegati da casa, naturalmente. “Quelle che vedete oggi sono tutte le professionalità di una redazione – spiega Sarah Pozzoli – Maria Pia si occupa delle foto, Barbara di abbinarle alla parte scritta e Nicolò del sito”. La redazione di Focus Junior, la popolare rivista per ragazzi dagli 8 ai 13 anni, è composta da quattordici persone e un buon numero di collaboratori esterni, che si occupano anche di Focus Pico, Focus Wild, Focus Scuola, oltre che delle pagine su Facebook, Instagram e Youtube. “Chi legge Focus Junior fa parte di una comunità di persone che condivide degli ideali, un modo di essere – continua Sarah Pozzoli – Per esempio pensa che la vita vada presa con ironia e leggerezza. A noi “focusini” piace la scienza, specie se è la scienza della vita quotidiana, curiosa e sorprendente. Ci piacciono le storie in generale, i rapper, gli youtuber, che andiamo spesso a conoscere per vedere cosa c’è “dietro le quinte”. E poi ci piacciono gli animali,  quelli della savana e delle foreste. Chi legge Focus Junior ci tiene all’ambiente, siamo fan di Greta Thumberg. Ci piace anche giocare e sfidare la nostra mente con quiz e rompicapi”. Moltissime le domande dei ragazzi. Dove trovate le idee per i vostri articoli? “Le cerchiamo attraverso i nostri contatti oppure sui social. Alcune ci vengono anche da voi lettori, per esempio quando venite in redazione ascoltiamo con attenzione quello che vi interessa di più”. Quale è stato l’argomento più curioso che avete trattato? “Abbiamo trovato una ragazzina africana che fa sculture con i suoi capelli, un uomo che ha realizzato un anello con le sue unghie tagliate e pestate e poi abbiamo scovato uno sport incredibile che prevede un round di boxe e uno di scacchi”. Com’è lavorare in gruppo?A volte difficile perché i giornalisti non hanno un buon carattere, qualche volta si litiga anche pesantemente, però poi cerchiamo di incontrarci in qualche modo. Perché abbiamo uno scopo comune, che è fare bene il giornale”. E’ vero che i giornalisti possono non rivelare le loro fonti? Certo, se la fonte ce lo chiede per la sua incolumità possiamo proteggerla non rivelando la sua identità, per esempio se stiamo scrivendo un articolo su mafia, camorra o ‘ndrangheta. Quale frase Sarah ripete di più ai suoi redattori? “Non siate sciatti e controllate i vostri articoli! C’è un trucchetto infallibile per trovare gli errori ed è rileggere quello che si è scritto partendo dalla fine”. Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmailby feather

MERCOLDANTEDI’: LA DIVINA COMMEDIA PER TUTTI

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Da mercoledì 22 aprile l’Istituto offrirà la possibilità per chi lo desidera, collegandosi in videoconferenza, di ascoltare la presentazione di alcuni tra i canti più significativi dell’Inferno di Dante. Per chi desidera collegarsi: oppure inserire meet.google.com/ozw-jzxu-ppg o ozw-jzxu-ppg nell’apposita casella di Meet, applicazione di Gmail. Per seguire in streaming il primo incontro del 22 aprile cliccare qui.   L’incontro dello scorso mercoledì 25 marzo, il vero Dantedì, giornata intitolata a Dante dal Ministero dell’Istruzione, ha visto alcune allieve e alcuni allievi cimentarsi nella recita di alcuni passi danteschi e nella riflessione sugli insegnamenti ancora attuali del grande poeta, con la partecipazione del prof. Lorenzo Coveri, come ospite di eccezione. Come continuazione di questa bella esperienza, nell’ambito delle iniziative offerte dall’Istituto per gli allievi e le loro famiglie, a supporto e complemento dell’offerta didattica del mattino, proponiamo una breve rassegna di alcuni dei canti più significativi dell’Inferno, ogni mercoledì alle 17.00 per circa un’ora. Gli appuntamenti non sono pensati specificamente per gli allievi, ma in particolare proprio per gli adulti che desiderassero “ripassare” le loro conoscenze dantesche. Ovviamente anche gli allievi sono i benvenuti. Il primo appuntamento è fissato per mercoledì 22 con la presentazione del Canto I dell’inferno, a cura del Dirigente scolastico Prof. Giacomo Daneri. Saranno successivamente le docenti di Lettere dell’Istituto, a coppie a presentare alcuni altri canti, il cui programma completo sarà presentato sul sito. Siccome la presentazione è aperta alla città il link per l’incontro sarà disponibile sul sito nella pagina creata appositamente, oltre che sul registro elettronico. Per chi desidera collegarsi: https://meet.google.com/ozw-jzxu-ppg oppure inserire meet.google.com/ozw-jzxu-ppg o ozw-jzxu-ppg nell’apposita casella di Meet, applicazione di Gmail. Il link resterà lo stesso per tutto il ciclo di presentazioni.  Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmailby feather

POMERIGGI CON SUPEROSPITI ALL’IC RAPALLO

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La scuola ai tempi del Coronavirus si trasforma e si adatta alle esigenze dei ragazzi in quarantena. Più agile e frammentata, per evitare la lunga permanenza davanti a uno schermo, ora si apre alle passioni degli alunni, che all’Istituto Comprensivo Rapallo un pomeriggio alla settimana si incontreranno virtualmente per confrontarsi su libri, film e serie tv preferite, nell’Angolo dei libri e dei film. Ad inaugurare la serie di incontri, lunedì 20 aprile alle ore 17.00, un’ospite d’eccezione come Sarah Pozzoli, direttrice di Focus Junior: “In redazione arrivavano continuamente comitive di scolari in visita, oggi mi mancano tantissimo” – dice lei – Per questo non vedo l’ora di incontrare i ragazzi rapallesi e rispondere alle loro domande su come viene realizzata la nostra rivista e molto altro”. Lunedì 27 aprile sarà la scrittrice Giulia Besa, vincitrice del Premio Bancarellino, a dialogare con i ragazzi dell’IC Rapallo.

La Direttrice di Focus Junior Sarah Pozzoli

Da mercoledì 22 aprile, ogni mercoledì, si terrà per gli adulti e i ragazzi interessati il Mercoldantedì, presentazione di alcuni canti danteschi da parte delle docenti di Lettere dell’Istituto. A inaugurare la serie di incontri, che intendono far riscoprire i versi della Divina Commedia nell’anno delle celebrazioni dantesche, sarà il Dirigente Scolastico, Giacomo Daneri, che parlerà del primo canto. Non mancheranno come sempre i videointerventi degli alunni. Proseguono anche gli ormai tradizionali videoincontri del venerdì pomeriggio col Dirigente Scolastico per fare il punto dell’andamento della settimana con tutti i ragazzi della scuola. Nell’ultimo, venerdì 17 aprile, gli alunni hanno potuto ascoltare la testimonianza di Andrea Bonfanti, un infermiere in prima linea nell’aiuto ai malati e genitore di una nostra studentessa.

La vincitrice del Premio Bancarellino Giulia Besa

Andrea ha raccontato la sua esperienza in questo periodo di emergenza: l’attesa delle chiamate, le corse in ambulanza, la complessa vestizione e svestizione per evitare il contagio, il funzionamento dei reparti speciali Covid-19 negli ospedali della zona, il conforto dei messaggi di gratitudine e vicinanza che arrivano continuamente dalle persone. “Se vi dicessi che non abbiamo paura, vi direi una bugia – ha detto ai ragazzi – La paura c’è, perché questa guerra la combattiamo contro un nemico invisibile, che può essere subdolo e colpirci senza che ce ne accorgiamo. Ma cerchiamo sempre di non farla trasparire, cerchiamo di comunicare positività a chi assistiamo, e di solito lo facciamo solo con l’unica parte non coperta dalla bardatura: gli occhi. Le paure ci sono, ma dobbiamo saperci convivere e vincerle”. “La preoccupazione per la propria salute e quella delle persone care, la lontananza forzata dai nonni, dagli amici e dai compagni di scuola, i cambiamenti delle abitudini quotidiane, la sospensione della libertà stanno mettendo a dura prova i nostri ragazzi – dice il Dirigente Scolastico dell’IC Rapallo Giacomo Daneri – per questo cerchiamo di offrire dei momenti di socializzazione e svago, in parallelo a quanto offerto nelle lezioni della mattina, che possano ricostruire una “normalità” capace di rassicurarli e farli sentire protagonisti”.    Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmailby feather

COME ACCEDERE AL BONUS FAMIGLIE EMERGENZA COVID-19

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La Regione Liguria offre un bonus alle famiglie in emergenza Covid-19 per l’acquisto di attrezzatura informatica (PC, tablet, smartphone e relativi accessori) e traffico dati Internet per mantenere un contatto a distanza con gli insegnanti. Info al link  Bando+15+apr+(1).pdf (1) IMPORTANTE AGGIORNAMENTO Il bando prevede che FILSE corrisponda alle famiglie l’importo del bonus a fronte della presentazione della richiesta di erogazione, corredata da idonea documentazione di spesa. Molte famiglie hanno manifestato la propria difficoltà nell’anticipare la spesa e attenderne poi il successivo rimborso e pertanto Regione Liguria, con decreto dirigenziale del 17 aprile 2020, ha stabilito possano inserire, a corredo della richiesta di erogazione, oltre alla fattura anziché il pagamento integrale della stessa, una dichiarazione di impegno a pagare entro il 30/11/2020 e un piano di pagamento rateale della durata massima di 6 mesi. Pertanto FILSE, a fronte della presentazione di quanto sopra, potrà erogare comunque l’intero importo del bonus Clicca qui per saperne di piùFacebooktwitterredditpinterestlinkedinmailby feather

ANDREA BONFANTI: UN ANGELO? NO, UN PAPA’

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Il terzo incontro per gli allievi dell’Istituto si apre con le performances dei nostri studenti di strumento musicale, accompagnati dai loro docenti. I ragazzi ci hanno regalato belle emozioni e si sono dimostrati bravissimi nonostante la difficoltà di dover suonare in queste condizioni. Grazie, ragazze e ragazzi! A voi e ai vostri docenti! La seconda parte dell’incontro è stata dedicata ad un incontro molto significativo. L’ospite della videoriunione è Andrea Bonfanti, padre della nostra alunna Gaia e milite di una Pubblica Assistenza rapallese. Ci parla dalla sede, è in servizio e da un momento all’altro potrebbe essere chiamato: “Oggi è venerdì 17, ma mi state portando bene perché non sta suonando niente”, scherza. Andrea racconta la sua esperienza in questo periodo di emergenza Covid-19, l’attesa delle chiamate, le corse in ambulanza, la complessa vestizione e svestizione per evitare il contagio, il funzionamento dei reparti speciali Covid-19 negli ospedali della zona, il conforto dei messaggi di gratitudine e vicinanza – ai medici, agli infermieri e ai soccorritori – che arrivano continuamente dalle persone.   “Quando ho iniziato a fare questo lavoro ero poco più giovane di voi, avevo 16 anni. Ai tempi si poteva iniziare in età molto giovane, adesso si comincia sui 17-18. Siamo stati addestrati per questo tipo di emergenza più di una volta. Non so se a qualcuno di voi è capitato di vedere quegli strani astronauti bardati di bianco dalla testa ai piedi che stanno sulle ambulanze in questi giorni. Sei mesi fa si prendeva quasi per gioco l’esercizio di una vestizione di quel tipo, perché si è tra amici, tra colleghi, si scherza e si ride. Ora l’atmosfera è cambiata. Vestirsi è importantissimo: indossiamo una tuta completa, più paia di guanti e una mascherina perché bisogna proteggere occhi, naso, bocca. Ricordatevi di metterla sempre anche voi se uscite per una commissione necessaria” ci ricorda. “L’importante per noi è la svestizione: quando terminiamo un servizio da sei o da dodici ore sulle ambulanze dedicate al trasporto delle persone positive o sospette positive, durante la svestizione dobbiamo stare molto attenti a non toccarci”. Andrea invita, a quarantena finita, a “mettere il naso in un’ambulanza” perché ritiene che il volontariato sia un’esperienza molto formativa per i ragazzi: “Si comincia sempre per tre motivi: un’esperienza personale, come il padre o il nonno che guidava le ambulanze, un amico che un giorno ti invita a provare e poi per il NI-NO-NI-NO della sirena. Poi quando sei dentro a una Pubblica Assistenza si incontra un altro mondo ed è facile anche cambiare idea su molte cose: se uno ha un brutto rapporto con il diverso, il malato, lo straniero, qui cambia completamente modo di pensare”. Andrea pensa che le Pubbliche Assistenze siano un patrimonio italiano di grande valore, difficile trovare in altri Paesi un volontariato altrettanto forte. Poi risponde alle domande dei ragazzi. Capita di stringere rapporti con le persone assistite e di affezionarsi a qualcuno di loro? Sì, spesso, con i pazienti di routine. Per esempio i dializzati, che ogni settimana devono attaccarsi a una macchina che ripulisce loro il sangue. Con queste persone, che vediamo spesso, si crea un rapporto di amicizia. C’è una frase di ringraziamento che le è stata detta e che l’ha colpito? Noi militi siamo abituati a sentirci chiamare “angeli” ogniqualvolta capita una grave emergenza: è successo per la Torre Piloti, per l’alluvione, per il Ponte Morandi e ora per questo virus. Quando succede io rispondo sempre che non siamo angeli né supereroi, ma genitori, figli, fratelli, nipoti. Siamo persone normali. Ognuno deve fare la sua parte. Mai come adesso è vera la frase “Si può fare!”. Se non ci siamo ora quando ci siamo? Come possiamo aiutarvi pur rimanendo in casa? Usciremo da questa situazione tutti insieme. Ogni nostra cautela aiuta a preservare la vita di tutti. Stando a casa ricordatevi di telefonare ai nonni, informatevi se vicino a voi c’è qualcuno solo o bisognoso d’aiuto e segnalatelo. E’ importante avere questa sensibilità. Quando uscite per fare i servizi, avete timore che possa capitare qualcosa anche a voi? Se vi dicessi che non abbiamo paura, vi direi una bugia. La paura c’è, resta, perché questa guerra la combattiamo non contro un nemico visibile, ma contro un “piccoletto” che non vediamo e che può essere subdolo e colpirci senza che ce ne accorgiamo. Ma cerchiamo sempre di non far trasparire questa paura, quando siamo a contatto con le persone malate, con le persone che soffrono. Cerchiamo di comunicare loro positività, che “tutto andrà bene”. E di solito lo facciamo solo con l’unica parte non coperta dalla bardatura: gli occhi. Gli occhi devono esprimere il conforto, la rassicurazione. Le paure ci sono, ma dobbiamo saper convivere e vincerle Che cosa vi rende capaci di superare queste paure? E’ molto importante il rapporto con i colleghi, con gli amici con cui si sta insieme a fare questo lavoro. In questo periodo ci siamo stretti di più tra di noi; è quello che forse avete provato anche voi, stringendovi alle persone care, agli amici, a quelle cui volete bene. Quando ci ritroviamo in attesa del lavoro, abbiamo inventato dei giochi insieme, come quello di indovinare le canzoni. E’ un modo nuovo di stare insieme, più profondo. Questo aiuta anche a vincere la paura. Siamo insieme, ci possiamo dare una mano. Che cosa pensa del ruolo della scuola in questo momento? Il ruolo della scuola è importantissimo. In questo momento manda il messaggio “Noi ci siamo, siamo vicini a voi”. Ma anche quando ritornerete alla normalità, ricordatevi dell’importanza della scuola. Di solito si pensa “Devo andare a scuola, che rottura!”. Oggi invece questo rapporto quotidiano, questo appuntamento manca. Poi certo si potrebbe fare meglio, potrebbe esserci un miglior collegamento, migliori tecnologie. Ma già adesso quello che viene fatto è straordinario. Ognuno di noi ricorda un docente che lo ha colpito particolarmente, in certi casi ci ha segnato. Ecco, un giorno ringrazierete questi docenti, anche se adesso magari vi fanno arrabbiare. Un giorno ne capirete l’importanza. Che cosa resterà di questo periodo quando tutto sarà finito? La consapevolezza di quanto sia fragile la nostra esistenza e lo stimolo a dare valore alle cose che rendono bella la vita e come abbiamo visto ci possono essere tolte con grande facilità. Invito tutti a vedere un video che trovate facilmene su Youtobe, “Ama e fatti amare e sii felice” di Roberto Benigni: è una raccomandazione a buttarsi a capofitto nelle vita e a non aspettare mai a dire “ti voglio bene” a qualcuno perché dopo potrebbe non esserci più il tempo”.    Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmailby feather

LA MUSICA NON SI FERMA ALL’IC RAPALLO

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Occhi grandi, occhi un po’ persi… Che ti chiedono se davvero tu sei lì con loro, malgrado la distanza, malgrado l’evanescenza di dipendere da fili che si connettono e che speri con tutta l’anima che funzionino e riescano a fare il loro lavoro… Perché il nostro, di lavoro è e deve essere, oggi e ancor di più, umanissimo e intensissimo. Il suono è ora spesso affidato all’intenzione di un gesto che suggerisca l’intenzione di un suono. Sia di corda sia di dita o di parola… Suoni muti ma intensi che devi cogliere e ti aprono il mondo nascosto di sguardi grandi e che raccogli. Sono qui. Tranquillo… Tranquilla… Non è la distanza che ci separa. “Forza… ecco… certo… Bravo… Brava.. Fantastico…” Frasi spezzate. Attori, tutti, docenti e alunni, di una sintesi necessaria di ciò che siamo e che dobbiamo ora saper far passare da quei fili. Che lavorino sì. Ma sono senz’altro viatici di un gesto, il nostro, che arriva in qualche modo se rispondi allo sguardo con attenzione, prontezza, fermezza, essenzialità. Siamo sguardi. Il corpo non esiste quasi più. Voci. Magari spezzate, distorte. Mai come adesso vale la forza della parola giusta, al momento, che è attimo e lo devi cogliere. Mai come ora dobbiamo acuire i sensi e vigilare sulla necessità della mera forza comunicativa. Ascolto riascolto registra! “Suona… risuona… bravo… non sento… ritenta… meraviglioso, ce l’hai!” “Prof, è già finita?” “Prof, ci rivediamo presto?” “Prof, ha ascoltato la mia registrazione?” “Prof, ma che meraviglia quel video!” “Prof, che lezione luminosa…” Sguardi grandi. Rifocalizzati. Connessioni. Umane. Il bel resoconto della Prof. Paola Lanzola rende bene la speciale atmosfera che si crea in questi giorni tra docenti e alunni dei corsi di musica, impegnati in sessioni a distanza in cui allo sforzo di mantenere la concentrazione si aggiungono le difficoltà tecniche che qualche volta rendono difficoltosa la resa e la correzione del suono. Ma i “musici” grandi e piccoli non si scoraggiano e il risultato sono i bellissimi concerti “a distanza” come quello del consort di flauto che ha impreziosito la diretta del Dirigente scolastico con le famiglie, l’esibizione pasquale della classe di tromba e le jam session più informali in cui docenti e alunni si alternano per mostrare il loro talento e i progressi fatti. Ai corsi curriculari di musica (Prof. Metella Pettazzi, Prof. Manuela Luppi e Prof. Claudio Beucci), violino (Prof. Ilaria Bellìa), chitarra (Prof. Paola Lanzola), Tromba (Prof. Paolo Mazza) e Pianoforte (Prof. Roberto Musacco) si aggiungono i corsi pomeridiani di tromba e violino di Scuola XXL, prontamente sbarcati on line all’inizio della quarantena. Clicca qui per vedere “The showdown”, esibizione pasquale della classe di tromba    Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmailby feather